Il Comune non pagherà 43 milioni per riacquistare il vecchio ospedale
Il Comune non pagherà più all’Asl 43 milioni di euro per riacquistare l’area del vecchio ospedale e soprattutto l’azienda sanitaria si impegnerà a liberarla completamente, così da poter favorire un completo recupero attraverso un concorso di idee internazionale. Questo in estrema sintesi è l’esito dell’incontro che ieri ho avuto con l’assessore regionale alla sanità Enrico Rossi, col direttore generale dell’Asl Bruno Cravedi e con la Provincia. Si tratta pertanto di un nuovo percorso di recupero per il Misericordia e Dolce perché la giunta è decisa a rivedere l’accordo sottoscritto dall’ex sindaco Romagnoli che prevedeva, appunto, il pagamento di 43 milioni per l’acquisto dell’area, che il Comune a suo tempo aveva donato all’Asl, e senza rientrare in possesso di tutto ma solo della parte nuova dell’ospedale.
L’accordo che è stato verbalizzato ieri dice invece cose molto diverse. Prima di tutto Comune, Regione e Asl hanno trovato l’intesa sulla parte economica (alla Provincia spetta soprattutto un ruolo di coordinamento per quanto riguarda l’assetto del territorio). L’amministrazione non pagherà più i 43 milioni (più 8 di urbanizzazione primaria) e dunque il bilancio dei prossimi cinque anni sarà più leggero visto che erano previste rate per un quinquennio (la prima peraltro era già stata bloccata). Sarà la Regione a mettere i soldi per la costruzione del nuovo ospedale a San Paolo, appunto quelli che dovevano arrivare dalla compravendita del Misericordia e Dolce fra Comune e Asl, mentre l’area del vecchio nosocomio nel frattempo resterà all’azienda sanitaria in attesa di definirne le nuove funzioni, e il nuovo aspetto, attraverso un bando di idee internazionale.
C’è pertanto un piano d’azione condiviso che ci consentirà di riqualificare tutta l’area e la giunta è pronta a fare la sua parte. Abbiamo parlato anche dell’esempio di Pisa, dove l’area ospedaliera è stata rinnovata. E’ una sfida affascinante e stimolante per tutti.
Inoltre abbiamo strappato un sì anche alla richiesta di liberare tutta la zona dall’attrezzatura ospedaliera, così che non ci siano vincoli di nessun tipo in fase di progettazione del nuovo intervenento. Potremo costruire così una zona residenziale, un’area commerciale o magari un parco museale: le idee sono tante.
Pubblicato il 25 novembre 2009