Neve e pioggia, una riflessione per gli amici in rete

Carissimi amici,

Dopo i molti messaggi di questi giorni sulla mia bacheca e in posta scrivo qui una breve nota che mi auguro possa essere esaustiva per tutti voi. In merito al maltempo dei giorni scorsi mi sento di dire che il sistema di protezione civile ha funzionato. Nessuno fra le 31 persone, 15 famiglie in tutto, trasferite dalle loro abitazioni alla Villa del Palco, ospiti della Curia, a causa dell’esondazione del fiume Calice ha avuto necessità di cure mediche. Per quanto riguarda il canile, dei 180 cani che vi erano ospitati, 10 risultano morti o dispersi e tutti gli altri si trovano ora al parco ex Ippodromo e ricevono l’attenzione degli addetti ai lavori e la solidarietà di tanti nostri concittadini. La protezione civile ha dato il meglio di sé, professionisti e volontari hanno lavorato ininterrottamente dal 22 dicembre in poi, effettuando turni anche di 48 ore consecutive. Vorrei inoltre sottolineare che altre città italiane ed europee hanno registrato, in analoghe condizioni meteorologiche, disagi ben peggiori dei nostri. Di fatto lo sbalzo termico, da -7 a 17 gradi in 24 ore che non si registrava qui da mezzo secolo, ha sciolto la neve ed ingrossato i fiumi, ma l’apertura al momento giusto della cassa di espansione ha evitato danni ben più consistenti. Desidero anche fare un riferimento ai disagi legati alla nevicata dei giorni scorsi. Compito della protezione civile è liberare le strade, i percorsi dei mezzi pubblici e l’accesso ai luoghi di pubblica utilità. Il ghiaccio sui marciapiedi non è e non può essere un fenomeno aggredibile dalle forze di protezione civile bensì, come negli altri paesi europei, dovrebbe essere affrontato dai cittadini residenti, come senso civico vorrebbe. Molti lo hanno fatto. Spesso invece, quanti si sono maggiormente lamentati sono stati proprio coloro i quali non hanno spalato neppure la porta di casa loro. Infine una rilflessione sul canile, che riconosco come buon frutto del piano strutturale realizzato dalle precedenti amministrazioni, benché posto in zona a rischio esondazione. 200 cani sono troppi per una struttura del genere e quindi, risorse permettendo, cercheremo di individuare un’area più opportuna per la costruzione di un nuovo canile.

Nella speranza di essere stato chiaro e di non aver trascurato le sollecitazioni di nessuno, colgo l’occasione per augurare a tutti voi di passare Serene Festività Natalizie,

Roberto Cenni

Pubblicato il 30 dicembre 2009